Bandiera, stemma, inno

Bandiera e stendardo

Benché l’art. 4 degli Statuti Generali, mai modificato, contenga ancora la descrizione della vecchia bandiera, la bandiera oggi usata è suddivisa in due parti: la parte sinistra, corrispondente a 1/3 della lunghezza, è a sfondo bianco e presenta il piccolo stemma del Principato (si veda più avanti); la parte destra, corrispondente a 2/3 della lunghezza, è formata da 18 bande orizzontali alternate di colore bianco e azzurro.

Bandiera precedente
(cfr. Art. 4 degli Statuti Generali)

Bandiera attualmente in uso

Stendardo
(cfr. Art. 14 del Regolamento)

Descrizione della bandiera precedente secondo l’Art. 4 degli Statuti Generali, comma 1: “La bandiera di Seborga è formata da due parti triangolari, tranciate in banda, bianca ed azzurra“.

Descrizione dello Stendardo secondo l’Art. 14 del Regolamento, comma 1: “Lo Stendardo è costituito dalla Bandiera, nel centro della quale è inserito lo stemma del Principato“.

Stemma

L’attuale stemma del Principato di Seborga sembra essere di istituzione savoiarda (1760 circa), dal momento che presenta una corona di tipo reale e che risulta essere molto simile a quello di Casa Savoia. Il fondo dello scudo, che per lo stemma dei Savoia è rosso, è qui invece azzurro, forse per rimandare al fatto che Seborga si trova in una zona marinara o forse perché i Savoia acquistarono il borgo dai monaci, che risiedevano sul mare presso le Isole di Lerino. La descrizione araldica dello stemma è la seguente: “D’azzurro, allo scudo sannitico gravato in palo da croce greca bianca, aguzzato, sormontato da corona reale, posto su manto rosso soppannato di ermellino“. La fascia con il motto del Principato è di epoca successiva (XIX secolo).
Talvolta – in realtà piuttosto raramente – è usata anche una versione ridotta dello stemma (in araldica “piccolo stemma”).

 

 

 

 

Il motto dello Stato seborghino è “Sub Umbra Sedi” traducibile in “Mi sono seduto all’ombra”. Questo motto, che compare già negli “Statuti e Regolamenti” del 1261, parrebbe derivare da una frase pronunciata dal Principe-Abate Aicardo in occasione di una sua visita a Seborga, mentre raccontava che durante il suo cammino lungo i sentieri scoscesi e assolati che conducevano al paese aveva trovato refrigerio sotto alcuni ulivi e castagni che circondavano il borgo.

Inno nazionale

L’inno nazionale seborghino, intitolato “La Speranza”, è stato composto da S.A.S. il Principe Giorgio I e musicato dal Maestro Luigi Poggi di Bordighera nel 1994. E’ possibile ascoltare qui di seguito la versione strumentale e la versione cantata.

Testo
La Speranza è in colui che crede
nella forza della Verità;
c’è l’uomo che lotta per la Fede
e chi per amor di Libertà.

Non tema chi lotta con onore
e sorride nelle avversità,
giacchè se nel tempo il corpo muore
più forte vivrà la Volontà.

[Rit.] E vai, sii Uomo e vai,
di bianco e azzurro vestiti!
E vai, Seborghino vai,
nei tuoi colori fonditi!
Non ti fermare mai
se trovi degli ostacoli,
nel tuo trionfo avrai
gli onori del tuo Popolo.

Non giunge la mano del potente
a fermare Storia e Dignità,
finché la radice della Gente
nella propria Terra affonderà.

Non dona conquista al detentore
chi dimostra fede e civiltà,
ma è contro la Legge del Signore
l’uomo che si macchia di viltà.

[Rit.] E vai, sii Uomo e vai,
di bianco e azzurro vestiti!
E vai, Seborghino vai,
nei tuoi colori fonditi!
Non ti fermare mai
se trovi degli ostacoli.
Vai, Seborghino vai,
Vittoria arriverà!
Vittoria arriverà!

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