Da vedere

Chiesa Parrocchiale di San Martino
Nel cuore del paese e protetta da eventuali incursioni nemiche, questa chiesa, elevata a dignità parrocchiale nel 1749, fu costruita attorno al 1615 dall’architetto genovese Arturo Fieschi e intitolata a San Martino di Tours. Il campanile è di epoca successiva, essendo stato costruito nella seconda metà del Settecento. Presenta una facciata barocca, restaurata nel 2006, che mette in risalto le immagini religiose affrescate per la prima volta da A. Laura nel 1928, che rappresentano il Cristo Redentore e l’Arcangelo S. Michele. L’interno, di modeste dimensioni, è dotato di un altare centrale, dedicato a San Martino, e di due laterali, rispettivamente dedicati alla Madonna del Rosario e al Sacro Cuore. Ai lati dell’ingresso sono posti una fonte battesimale e un confessionale. In una nicchia dietro l’altare maggiore è posta la statua lignea della Madonna Regina con il Bambino (XVI secolo); si tratta di un modello di problematica interpretazione cronologica: lo stile fa riferimento all’arte borgognona del XV secolo, ma l’opera della parrocchiale seborghina risale certamente a un periodo posteriore. Alle pareti si trovano opere seicentesche (tra cui due quadri, raffiguranti rispettivamente San Sebastiano con Santa Petronilla e San Martino con San Bernardo) e le statue di San Martino e San Sebastiano.

Chiesa di San Bernardo
All’ingresso del paese si fa notare questa piccola chiesetta in pietra eretta nel XIV secolo e dedicata a San Bernardo di Chiaravalle. Il sagrato della chiesa è caratterizzato da una pavimentazione decorata e da alcune aiuole fiorite. Qui si tengono solitamente alcune importanti cerimonie sia di carattere religioso, sia di carattere politico: ogni anno, il 20 agosto, solennità di San Bernardo e Festa Nazionale di Seborga, si svolge la solenne processione alla presenza delle autorità cittadine, del Principe e della cittadinanza. Presso il sagrato della chiesa fu anche incoronato il principe Marcello I (22 maggio 2010) e giurarono i suoi Consiglieri della Corona. All’interno si trovano vari quadri, uno dei quali, del XVI secolo, raffigura San Bernardo con San Rocco, Santa Lucia e San Mauro.

Palazzo dei Monaci e Zecca Seborghina
Questo edificio, acquistato dai monaci da un Seborghino nel 1607 e subito definito “Palazzo”, si trova nella Piazza San Martino e circonda il sagrato della chiesa con la sua sequenza di archi a tutto sesto. Utilizzato dai monaci come dimora durante le loro visite a Seborga, è oggi un’abitazione privata. Al piano terra il Palazzo presenta un vasto salone con un grande camino in ardesia, sulla cui trave orizzontale si trova ancora una lastra con lo stemma del Cardinale di Vendôme e i gigli di Francia, con la frase in francese “Sebourge sois assurée que je quitte sans regret”, che si ritiene essere stata fatta scolpire dagli stessi monaci attorno al 1729, lieti di essersi disfatti del Principato vendendolo ai Savoia; nei primi anni del Novecento tale stanzone fu anche adibito a sala da ballo. Nella parte inferiore si trova un locale dove dal 1666 al 1687 vennero coniati i luigini, e un ampio forno. Il primo piano era destinato alle cucine, mentre il secondo presentava quattro stanze, adibite ad abitazione dei monaci. Dopo la vendita ai Savoia, il Palazzo divenne la sede del Municipio e delle scuole materne ed elementari fino al 1981, quando furono trasferite all’angolo tra Via della Zecca e Via Matteotti. La facciata, precedentemente in muratura, presentava uno stucco con lo stemma dei Savoia, la scritta “MUNICIPIO”, la data 1896 e una lapide con i nomi di alcuni Seborghini morti nel 1884 in occasione dell’epidemia di colera; in seguito a un restauro successivo la facciata fu rifatta in pietra a vista, la lapide fu asportata e lo stemma savoiardo fu – in realtà piuttosto maldestramente – modificato per adattarlo allo stemma di Seborga concesso dal Re di Sardegna attorno al 1760 (il rosso dello scudo fu verniciato di azzurro e le bandiere tricolori furono ridipinte in bianco e azzurro).

Le Porte
Il nucleo urbano di Seborga era originariamente fornito di quattro porte d’accesso. Dell’antica porta a nord dell’abitato rimangono solo i cardini, mentre ben identificabili sono la Porta San Martino, quella di San Sebastiano e la Porta del Sole (quest’ultima raffigurata nella foto a fianco).

L’antica Prigione
Una stanza buia e umida, con in terra della paglia, una rustica panca in legno e una catena fissata alle pareti costituivano l’antica Prigione. Il Principe-Abate di Seborga godeva, infatti, anche dello “ius gladiis et sanguinis“, cioè della facoltà di comminare, ai colpevoli di gravi reati, la pena di morte. Costoro, insieme agli altri condannati a pene minori, venivano imprigionati in questo locale. Nella Prigione vennero rinchiusi, nei secoli, circa 200 individui, tra i quali nessun condannato a morte.

Grotta di Nostra Signora (“a Crota da nostra Scignura”)
Quando era già malato di sclerosi laterale amiotrofica, S.A.S. il Principe Giorgio I volle compiere un ultimo omaggio della sua vita terrena alla Madonna, alla quale era particolarmente devoto, facendone collocare una statua in una piccola celletta in pietra appositamente ristrutturata, dove ancora oggi, in un ambiente semplice ma denso di spiritualità cristiana, è possibile pregare.

Museo degli strumenti musicali antichi
L’esposizione comprende 135 pregiati strumenti musicali del periodo compreso tra il 1744 al 1930, suddivisi in aerofoni, cordofoni, idiofoni, membranofoni e meccanici. Tutti fanno parte della collezione del sig. Giuliano Fogliarino, che li ha raccolti in oltre 50 anni di appassionata ricerca in Italia e all’estero, mantenendoli tutti in perfetto stato di conservazione e di funzionamento, e che nel 2008 decise di affidarli al Comune di Seborga, sua località natale, affinchè trovassero degna collocazione in adeguato locale e potessero essere visionati e apprezzati da intenditori e turisti. Nell’esposizione è possibile inquadrare storicamente i singoli strumenti attraverso le etichette illustrative esposte alla base di ognuno di essi e, in caso di vita guidata, seguendo le spiegazioni degli esperti musicologi, e ne si può udire anche direttamente il suono, riprodotto in sottofondo nel locale espositivo. L’esposizione è aperta al pubblico presso il Palazzo Comunale tutti i giorni (lunedì escluso) compresi i festivi, dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 18,00.

Monumento a Umberto I, Re d’Italia
All’ingresso del paese, in un’area verde, la Regina Margherita di Savoia, che soggiornava a Bordighera, inaugurò nel 1920 un monumento dedicato al marito, Umberto I.

Monumento agli Alpini di Seborga
Accanto all’Oratorio di San Bernardo si trova un Monumento del 1971 intitolato agli Alpini di Seborga caduti durante la Campagna di Russia.

Monumento a Bernardo Leone, sindaco di Seborga
A ricordo della realizzazione della rotabile Bordighera/Seborga (12 km), nel 1954 venne eretto un monumento al sindaco di Seborga Bernardo Leone.

Monumento ai Caduti delle Guerre Mondiali
All’ingresso della piazza a loro dedicata, si trova un Monumento intitolato ai Martiri Patrioti morti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.